Chambre de Commerce Italienne

LA TUTELA DEL “MADE IN ITALY”

Primo sì della Camera in merito al disegno di legge che prevede l’utilizzo obbligatorio dell’etichetta “Made in Italy” nei settori dell’abbigliamento, arredo casa, pelletteria e scarpe.

Le “Disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri”, approvate all’unanimità dalla Camera il 16.12.2009, sono attualmente sottoposte all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.

La normativa, tuttavia, fa discutere. Secondo i suoi sostenitori, la stessa favorirebbe una maggior informazione e quindi una maggior tutela del consumatore e, allo stesso tempo, permetterebbe di aiutare le industrie attualmente in crisi.
Gli opponenti, invece, sostengono che la soluzione del problema rimane a livello europeo e che solo in sede parlamentare europea si potrebbe arrivare ad una soluzione efficace e alla vera protezione dei consumatori, delle imprese e del lavoro.

Più particolarmente, il disegno di legge prevede che l’etichetta “Made in Italy” possa essere utilizzata, per i soli prodotti finiti, per i quali: - almeno due delle fasi di lavorazione siano state eseguite sul territorio italiano,
- e sia stata verificata la tracciabilità delle altre fasi di produzione.
Inoltre, l’impresa produttrice, per poter avvalersi dell’etichetta in discorso, dovrà certificare la conformità dei processi di lavorazione:
- alle normative vigenti in materia di lavoro,
- alle previsioni per la certificazione di igiene e di sicurezza, - agli accordi internazionali in tema di esclusione della manodopera minorile,
- alla normativa europea e internazionale in materia ambientale. Evidenziando, quindi, il luogo di ciascuna lavorazione, si assicurerebbe la tracciabilità dei prodotti.

Però, in caso di scorretta etichettatura o di uso improprio della denominazione “Made in Italy”, il disegno di legge prevede pesanti sanzioni pecuniarie.
In particolare, le stesse variano da un minimo di € 10.000,00 fino ad un massimo di € 50.000,00 (tra € 30.000,00 e € 70.000,00 se la violazione è commessa da un’impresa), oltre al sequestro e alla confisca della merce.
La reiterazione del reato comporterebbe la reclusione da 1 a 3 anni (3 a 7 qualora sia stata commessa tramite un’apposita organizzazione) e, per le imprese, comporterà la sospensione dell’attività da 1 mese ad 1 anno.


Avv. Line Gaston
Studio Legale Rossi e Associati
studio@rossieassociati.net




Invia questa pagina


Home page | Contatti | Mappa del sito | Menzioni Legali | Monitorare l'attività del sito
Conception : Ciais Multimedia
NEWSLETTER
Inscrivez-vous



PARTENAIRES

Voir nos partenaires :
Entreprises / Sport / Villes / Institutions / Médias / Banques